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IL CUORE SACRO DEL GARGANO
A POCHI MINUTI DALLE SPIAGGE

Gargano: una terra tutta da scoprire...

Il Gargano è un imponente promontorio situato in provincia di Foggia; corrisponde a un massiccio montuoso chiamato lo "sperone d'Italia" che si protende per circa 70 km nell'Adriatico, creando il Golfo di Manfredonia. A est va sino alla cosiddetta Testa del Gargano, mentre a ovest si unisce con il Tavoliere delle Puglie.
Il Gargano, l'unica montagna interamente pugliese, era in origine un'isola, poi unita alla terraferma dall'accumulo di depositi alluvionali, soprattutto del torrente Candelaro; la fascia settentrionale litoranea, bassa e sabbiosa, ha al suo interno il lago costiero di Varano e il lago di Lesina. Il massiccio, costituito per lo più da rocce calcaree, ha il suo apice col Monte Calvo (1056 m); esso ha una morfologia carsica, evidenziata delle numerose grotte, abitate sin dalla preistoria. In alcune di esse sono stati rinvenuti manufatti risalenti al Paleolitico; vi sono poi delle tombe dell'età del Ferro. Gli altri monti sono: Lo "Spigno", "Giovannicchio" e "Monte Nero". Le grotte più famose sono quelle di Paglicci e Montenero. Ma il Gargano è famoso anche per i trabucchi, costruzioni da pesca in legno e azionati da sistemi di argani. L'area più interna della regione, è ricoperta da foreste tra cui la foresta Umbra.
Una strada panoramica si sviluppa lungo quasi tutto il perimetro del Gargano, passando per molti dei centri principali, come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia. Tra le località del retroterra si ricordano dei centri con santuari molto frequentati, come Monte Sant'Angelo, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, che evidenziano come il Gargano sia sempre stato, sin dall'epoca medievale, luogo di grande fervore religioso.

Visita le Meraviglie del #Gargano

San Giovanni Rotondo

Il primo insediamento del paese risale al secolo XI, come tappa di ristoro per pellegrini in cammino sulla Via Sacra Longobardorum verso il vicino Santuario di Monte Sant’ Angelo. Ritrovamenti di manufatti risalenti all’età preistorica, però dimostrano la presenza umana in questi luoghi già da molto tempo prima. Così come ancora visibili sono i resti di mura e torri fortificate fatte edificare da Federico II nel XIII secolo. È una piccola chiesa ancora esistente, la Chiesa di San Giovanni detta anche della Rotonda, che diede il nome all’antico borgo. Il paese è adagiato in una conca carsica a circa 500 metri di altitudine nel cuore del  Promontorio del Gargano. Deve indubbiamente la sua grande notorietà nel mondo alla figura di San Pio da Pietrelcina, che qui trascorse gran parte della sua vita di preghiera e contribuì a realizzare quelle opere umanitarie, religiose e sociali che tanto hanno contribuito alla crescita della cittadina. Prima fra tutti La Casa Sollievo della Sofferenza centro ospedaliero tra i più moderni d’ Europa. Luoghi di culto e di grande interesse sono il Santuario di Santa Maria delle Grazie, l’artista Via Crucis di Francesco Messina disposta sui fianchi del monte Castellana, la chiesa di Sant’ Onofrio, la chiesa di Sant’Orsola, la cappella della Madonna di Loreto. Oggi, l’antico luogo sacro della chiesetta dei Cappuccini è affiancato dalla nuova Chiesa di Padre pio, costruita da Renzo Piano, nell’accogliere il grande flusso di pellegrini che viene da ogni parte del mondo a rendere omaggio al frate delle stimmate. Questo ha ovviamente contribuito allo sviluppo di numerose attività artigianali e commerciali e alla nascita di strutture turistiche di accoglienza.

San Marco in Lamis

Situato nel Vallone di Stignano, su quella “Via Sacra Longobardorum” che era la principale strada di pellegrinaggio del medioevo e che nel tavoliere portava i pellegrini al santuario di S. Michele Arcangelo. In prossimità della cittadina sorgono gli importanti santuari della Madonna di Stignano e di San Matteo all’interno del quale è custodita una statua in legno d’olivo, nel secolo XIV, raffigurante San Matteo, un organo a canne fra i più antichi d’Europa e una ricca biblioteca con una preziosissima collezione di antichi manoscritti. A 550 metri sul livello del mare, il paese è vicino alla grava di Campolano, una delle più profonde grotte del Gargano, alla Dolina Pozzatina e alla Grotta Montenero nel Bosco della Difesa di San Matteo dove le locali associazioni di speleologia organizzano la “Santa Messa di Natale”. Manifestazione tipica della vita e delle tradizioni locali è la Processione delle Fracchie che si tiene il Venerdì Santo.

Rodi Garganico

Secondo l’antica leggenda a fondare la cittadina furono del marinai dell’antica Grecia chiamati Rodi Argivi. Interessante da visitare è l’antico quartiere dei marinai centro storico del paese con le bianche casupole, vicoli angusti e scalinate, il castello aragonese con le due torri ancora visibili e il “vuccolo”, antico rione di pescatori dove sorge la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, il Santuario della Madonna della Libera che è anche il principale luogo di devozione degli abitanti e degli antici Campanili delle chiese di S. Pietro, di S. Nicola e del Crocifisso.
Oggi Rodi è una delle principali stazioni balneari del Gargano, con strutture ricettive attrezzate e moderne situate lungo le lunghe spiagge o circondate da agrumeti e ulivi che ne caratterizzano il paesaggio.

Monte Sant'Angelo

Dall’alto dei suoi 800 metri sul livello del mare, è il paese più alto della Capitanata e domina tutto il golfo di Manfredonia. Si è sviluppato nel V secolo intorno al Santuario che ricordava l’apparizione di San Michele Arcangelo. Suggestivo all’interno della struttura medievale del paese, il quartiere Junno con le sue case bianche e schiera addossate le una sulle altre. Da visitare il “Museo delle Arti e della Tradizioni popolari”, che conserva oggetti del folclore del promontorio garganico, i resti dell’antica abbazia di Santa Maria di Pulsano (sec. XII), opera di San Giovanni da Matera, che fu un importante centro di diffusione della cultura monastica benedettina nell’ Italia meridionale e la tomba di Rotari, probabilmente un battistero del XII secolo, che porta il nome del re dei longobardi noto per aver promulgato l’omonimo editto.

Manfredonia

Manfredonia fu fondata nel 1256 da re Manfredi di Svevia, che gli diede il suo nome e vi trasferì gli abitanti dell’antica Siponto costretti a scappare per sfuggire alle incursioni e distruzioni subite dai Saraceni. La caduta degli Svevi, però, e l’avvento degli Angioini, determinò un ridimensionamento del progetto originario della città per ragioni militari. In ogni caso Manfredonia e il suo golfo divenne uno dei principali porti della Puglia, da dove partivano le navi che commerciavano con Venezia e con la Grecia. Distrutta e spopolata dai turchi, solo alla fine del XVII secolo Manfredonia iniziò ad essere ricostruita e ripopolata. Il Vescovo Vincenzo Maria Orsini la riportò agli antichi fasti.
Cuore della città è il suo corso principale, Corso Manfredi, che anticamente separava il quartiere marinaro da quello contadino, oggi è la sede delle principali attività commerciali. Monumento importante per la storia della città è il Castello, costruito dallo stesso Manfredi nel 1258 con la classica architettura tipica delle costruzioni sveve, venne modificato poi dai francesi e successivamente riportato alla pianta originaria. Oggi è la sede di un museo archeologico della civiltà dauna. Di notevole interesse anche la Cattedrale e la Chiesa di San Domenico.

Siponto

Secondo lo storico Stradone, sono gli ossi di seppia che il mare lasciava sulla sabbia l’origine del nome della città di Siponto. Fondata secondo la leggenda di Didone ma più probabilmente dalla civiltà dei dauni come documentato dal ritrovamento delle “Stelle Daune”, lastre di pietra dalla figura umana usate presumibilmente come monumenti funerari, oggi conservate nel museo all’interno del castello di Manfredonia. Scavi archeologici dimostrano che la città ebbe una storia ambientata e geologica molto travagliata a causa dell’aria resa insalubre della presenza di paludi e da un bradisismo o un terremoto che la fecero sprofondare sotto il livello del mare. Anche dal punto di vista storico, numerosi e violenti furono gli attacchi e le dominazioni subite dalla città, con lo scopo di appropriarsi dell’approdo a mare base per i traffici nel mediterraneo. Fra il IV e il VI secolo, periodo di massimo splendore, fu anche sede di diocesi, ospitando nel 1067 addirittura un concilio. A memoria di questa magnificenza resta la cattedrale di Santa Maria Maggiore di Siponto, di stile romanico ma con forti influenze orientali e l’Abbazia di San Leonardo (XI-XII secolo) anch’essa di stile romanico con un bellissimo portale.

Vieste

Le prime tracce della nascita della città di Vieste risalgono a un periodo fra il X e il VI sec. A.C e la presenza di resti di un tempio sacro a Vesta fanno pensare che questo culto forse le abbia dato il nome. La città vecchia, dall’impianto medievale è aggrappata sulla punta San Francesco, oggi affiancata da una parte moderna sviluppatasi verso le bellissime spiagge di San Lorenzo verso nord e Castello vero sud.
Dagli anni ’60 è la meta privilegiata del turismo anche internazionale sul Gargano, cosa che ha favorito lo sviluppo di attività ricettive di ogni genere, lungo tutta la costa alberghi e campeggi accolgono turisti e viaggiatori.
Piccole cale e ampie spiagge sabbiose per famiglie desiderose di vacanze rilassanti e serene ma anche punte di spiaggia avanzate nel mare paradiso per gli amanti del windsurf alla ricerca di quei venti che caratterizzano la zona costiera.

Peschici

Secondo antiche fonti storiche a fondare Peschici fu Sueripolo, inviato nel 970 dall’imperatore Ottone I a capo di un esercito di Slavi a scacciare i Saraceni, e probabilmente anche lo stesso nome Peschici è di origine slava. Sviluppatasi su un’altra scogliera a strapiombo, dall’alto guarda il mare, le spiagge ma anche boschi e pinete che la circondano. Caratteristica del paese sono le sue case bianche a cupola, il Castello medievale, e le mura del Recinto Baronale che avvolgono la parte più antica. Lungo la costa invece si incontrano i “trabucchi” antichi strumenti di pesca dei pescatori locali. Poco lontano dal pese sorge l’abbazia Benedettina di S. Maria di Calena costruita nel 872 da Ludovico II Imperatore d’Occidente, con torri, merli di fortificazione e bassorilievi ancora visibili. Verso Vieste si incontra la chiesetta di S. Maria di Merino presso un antico abitato romano e in direzione di Rodi Garganico la torre di Monte Pucci. Sia nel paese che lungo tutta la zona costiera sorgono numerosissime strutture turistiche ricettive.

Isole Tremiti

In antichità Isole Diomedee, S. Domino, S. Nicola e Caprara, sono le tre maggiori isole che formano l’arcipelago delle Isole Tremiti insieme alla piccola isola di Cretaccio, di Pianosa e allo scoglio chiamato la Vecchina, dieci miglia a nord del promontorio del Gargano. Macchia mediterranea, pinete e mare cristallino sono la caratteristica dell’arcipelago. Lungo il perimetro costiero dell’isola di S. Domino, che è anche la più grande e turistica delle tre, si aprono le grotte dai bellissimi colori come quella delle Rondinelle, delle Viole, del Sale e del Bue Marino. Sull’isola di San Nicola, centro amministrativo dell’arcipelago, sorge il Monastero fondato nel 1010 dai Benedettini con la bellissima chiesa di S. Maria. Dal 1989 sono Riserva Naturale Marina nel Parco Nazionale del Gargano. Abitate da pochi abitanti durante il periodo invernale, l’estate sono meta di migliaia di turisti e appassionati di immersione, attirati dai fondali spettacolari impreziositi da alcuni anni dalla presenza di una grande statua sottomarina di S. Pio.

Foresta Umbra

Bosco con un’estensione di circa 15.000 ettari, la Foresta Umbra è il cuore del Parco Nazionale del Gargano. Prende il nome proprio dall’ombra creata dagli altissimi alberi che la caratterizzano. Le sezioni in cui è suddivisa, Umbra,  Jacotenente, Ginestra e Sfilzi, sono caratterizzate da una vegetazione rigogliosissima con faggi secolari e altre specie arboree quali l’acero, il carpino, il tasso, il cerro, l’olmo e tutte le altre piante tipiche della vegetazione della macchia mediterranea. Lungo la strada Umbra- Mandrione un gigantesco faggio ha raggiunto le eccezionali dimensioni di 40 metri di altezza e di 2mt di diametro. Anche dal punto di vista faunistico numerose specie garantiscono una biodiversità quasi unica. Vivono e nidificano il rarissimo picchio rosso mezzano e il picchio dorso bianco, rapaci come lo sparviero, l’alloco e il gufo reale, mammiferi come il gatto selvatico, la martora e il cinghiale. Simbolo della Foresta Umbra è il capriolo garganico. Alcune zone (Sorgentola, Sfilzi, Falascone, Umbra, Ischitella, Carpino) sono state private di ogni forma di antropizzazione in modo da consentire il naturale sviluppo della foresta. Il resto del bosco, anche se sorvegliato e curato, è ampiamente fruibile dal turismo.

dove siamo

Savoia Regency Hotel 1

Via San Salvatore, 26
San Giovanni Rotondo
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